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5 MAGGIO 2026
Ultimo aggiornamento: 18:24
Il racconto di Lacreme napulitane, la canzone simbolo insieme a Santa Lucia luntana del vasto repertorio partenopeo dedicato al fenomeno dell’emigrazione, è incentrato sulla lettera che, poco prima di Natale, un emigrante scrive dall’America alla vecchia madre, rimasta a Napoli con i suoi bambini. Solitudine e nostalgia permeano un testo accompagnato da una splendida e commovente melodia in cui si susseguono slanci, sofferenza e note struggenti. La connotazione melodrammatica dei versi trova il suo culmine nel finale del brano, quando l’autore Libero Bovio fa dire al protagonista: “i’ so’ carne ‘e maciello, so’ emigrante.”
Oggi anno 2026 chi ha il coraggio di emigrare da Napoli, invece, si salva! Oggi la “carne da macello” è chi sceglie di restare a lavorare a Napoli da dipendente!







