La situazione, se Hamouda uscirà dal carcere, diventerà insostenibile. E al 'consiglio' che lo stesso Hamouda aveva rivolto a Nessy, cioè "consegnati alle autorità egiziane e fatti questi sei mesi di carcere", la donna ha risposto: "No, caro, io non mi consegno alle autorità egiziane e il tuo è un pessimo consiglio, primo perché non lascerei mai la mia bambina di appena tre anni da sola, senza la sua mamma, e secondo perché sono innocente e di certo non mi va di fare il carcere da innocente in Egitto". Se Hamouda sarà scarcerato, le cose potrebbero ulteriormente complicarsi, e soprattutto, come ribadito da Nessy Guerra, rappresentare un pericolo concreto per la sicurezza di madre e figlia. Da qui gli appelli reiterati della donna, dei suoi avvocati e delle associazioni al Governo italiano perché intervenga il più presto possibile.