Genova - Alla fine qualcuno ha pagato la cauzione per Tamer Hamouda, l'ex marito di Nessy Guerra, la 26enne sanremese condannata per adulterio in Egitto. Sottoposto a fermo per l'aggressione al console onorario di Hurghada, Hamouda ha fatto una decina di giorni di prigione e ora è libero. A dare la notizia la stessa Nessy con un post su Instagram, uno dei pochi modi che ha di raccontare all'esterno una situazione paradossale. La donna si nasconde, assieme alla sua bambina di 3 anni e ai genitori, in una casa rifugio per evitare i sei mesi di prigione in Egitto dove dovrebbe andare per scontare la sua condanna. Dopo mesi e mesi di vessazioni aveva deciso di lasciare il marito e tornare in Italia, ma lo stesso Tamer Hamouda l'ha denunciata per impedirle di partire e ottenere l'affidamento della bambina, presentando foto intime della donna oscurate. In Italia l'uomo risulta avere alle spalle precedenti per stalking e violenze su un'altra donna. Il verdetto della corte egiziana rischia di far perdere a Nessy la custodia della figlia. Nessy e sua figlia si trovano in una condizione di grande vulnerabilità, nascoste in Egitto in attesa che si definisca il ricorso in Cassazione. La notizia dell'arresto era arrivata tramite il canale Instagram usato dalla donna: "Hanno arrestato il mio ex, ho ricevuto questa notizia poco fa dai miei avvocati - aveva detto -. Abbiamo saputo che è stato arrestato a seguito della denuncia che ha fatto il console onorario d'Italia a Hurgada per le minacce e l'aggressione che ha subito. Ancora non sappiamo quanto tempo sarà incarcerato, queste notizie le avremo questa sera, io vi tengo aggiornati e speriamo che questo incubo finisca presto". Un colpo di scena che aveva il sapore della speranza. E invece la prima doccia fredda c'è stata quando la stesa Nessy aveva annunciato che era stata fissata la cauzione di 5 mila sterline egiziane, circa 83 euro. "Ottantatré euro per farlo uscire dal carcere oggi. Cinquemila sterline egiziane pari a 83 euro per uscire oggi stesso dal carcere a seguito delle minacce che ha fatto contro il Console e la tentata aggressione. So già quello che succederà quando quest'uomo metterà piede fuori dal carcere. Le nostre vite valgono 83 euro? Adesso voglio vedere quello che faranno i ministri e i diplomatici". Così Nessy aveva lanciato l'allarme qualche giorno fa e l'incubo si è avverato. Qualcuno ha pagato la cauzione. E a lei non è rimasto altro che fare l'ennesimo appello alla Farnesina. La senatrice Paita (Iv): “Tajani che fa?” "Il marito di Nessy Guerra è uscito dal carcere, è di nuovo in libertà e quindi in grado di minacciare la donna italiana e la sua bimba, costrette ormai da tempo a nascondersi in Egitto. Che sta facendo il ministro degli Esteri? Visto che nemmeno con l'uomo in carcere Tajani è riuscito a riportare Nessy e sua figlia in Italia, è capace, almeno, di garantire la loro sicurezza? Serve un'azione diplomatica molto più incisiva presso le autorità egiziane. Presenterò una nuova interrogazione parlamentare sulla vicenda a nome di tutto il gruppo di Italia Viva, a prime firme mia e Renzi". Lo dice la senatrice Raffaella Paita, capogruppo al Senato di Italia Viva.
Nessy Guerra: “Il mio ex marito è stato scarcerato. Qualcuno ha pagato la cauzione di 80 euro”
Genova - Alla fine qualcuno ha pagato la cauzione per Tamer Hamouda, l'ex marito di Nessy Guerra, la 26enne sanremese condannata per adulterio in Egitto. Sottoposto a fermo per l'aggressione al console onorario di Hurghada, Hamouda ha fatto una decina di giorni di prigione e ora è libero. A dare la notizia la stessa Nessy con un post su Instagram, uno dei pochi modi che ha di raccontare all'esterno una situazione paradossale. La donna si nasconde, assieme alla sua bambina di 3 anni e ai genitori, in una casa rifugio per evitare i sei mesi di prigione in Egitto dove dovrebbe andare per scontare la sua condanna. Dopo mesi e mesi di vessazioni aveva deciso di lasciare il marito e tornare in Italia, ma lo stesso Tamer Hamouda l'ha denunciata per impedirle di partire e ottenere l'affidamento della bambina, presentando foto intime della donna oscurate. In Italia l'uomo risulta avere alle spalle precedenti per stalking e violenze su un'altra donna. Il verdetto della corte egiziana rischia di far perdere a Nessy la custodia della figlia. Nessy e sua figlia si trovano in una condizione di grande vulnerabilità, nascoste in Egitto in attesa che si definisca il ricorso in Cassazione. La notizia dell'arresto era arrivata tramite il canale Instagram usato dalla donna: "Hanno arrestato il mio ex, ho ricevuto questa notizia poco fa dai miei avvocati - aveva detto -. Abbiamo saputo che è stato arrestato a seguito della denuncia che ha fatto il console onorario d'Italia a Hurgada per le minacce e l'aggressione che ha subito. Ancora non sappiamo quanto tempo sarà incarcerato, queste notizie le avremo questa sera, io vi tengo aggiornati e speriamo che questo incubo finisca presto". Un colpo di scena che aveva il sapore della speranza. E invece la prima doccia fredda c'è stata quando la stesa Nessy aveva annunciato che era stata fissata la cauzione di 5 mila sterline egiziane, circa 83 euro. "Ottantatré euro per farlo uscire dal carcere oggi. Cinquemila sterline egiziane pari a 83 euro per uscire oggi stesso dal carcere a seguito delle minacce che ha fatto contro il Console e la tentata aggressione. So già quello che succederà quando quest'uomo metterà piede fuori dal carcere. Le nostre vite valgono 83 euro? Adesso voglio vedere quello che faranno i ministri e i diplomatici". Così Nessy aveva lanciato l'allarme qualche giorno fa e l'incubo si è avverato. Qualcuno ha pagato la cauzione. E a lei non è rimasto altro che fare l'ennesimo appello alla Farnesina. La senatrice Paita (Iv): “Tajani che fa?” "Il marito di Nessy Guerra è uscito dal carcere, è di nuovo in libertà e quindi in grado di minacciare la donna italiana e la sua bimba, costrette ormai da tempo a nascondersi in Egitto. Che sta facendo il ministro degli Esteri? Visto che nemmeno con l'uomo in carcere Tajani è riuscito a riportare Nessy e sua figlia in Italia, è capace, almeno, di garantire la loro sicurezza? Serve un'azione diplomatica molto più incisiva presso le autorità egiziane. Presenterò una nuova interrogazione parlamentare sulla vicenda a nome di tutto il gruppo di Italia Viva, a prime firme mia e Renzi". Lo dice la senatrice Raffaella Paita, capogruppo al Senato di Italia Viva.








