Sanremo – TamerHamouda è stato arrestato ma questo “non sposta l'urgenza che abbiamo di far rientrare subito nel nostro Paese Nessy Guerra e sua figlia Aisha”. Lo ha detto in un minivideo Agata Armanetti, l'avvocata della giovane donna che si trova in Egitto, condannata a 6 mesi di lavori forzati perché denunciata dall'ex marito per adulterio. L’uomo era stato condannato dalla magistratura italiana per reati compiuti in Italia, ma di recente è stato denunciato alla polizia egiziana dal console onorario d'Italia ad Hurgada per minacce e tentativo di aggressione. Hamouda aveva in passato rivolto minacce anche nei confronti di altri funzionari della rete dell'Ambasciata d'Italia in Egitto, inclusa la Console, oltre che nei confronti della ex moglie Nessy. L'uomo è stato condannato in via definitiva in Italia per reati quali atti persecutori e lesione personale, furto e truffa, oltre ad aver ricevuto in Egitto diverse denunce penali, da ultimo per diffamazione e molestie sessuali. "Su Nessy pende una condanna confermata in secondo grado per adulterio - ha detto ancora la legale -, reato che nel nostro Paese non esiste, e una battaglia per l'affidamento della minore e inoltre anche un blocco all'espatrio per la bambina. Chiediamo un intervento immediato del nostro Governo e un accordo politico con il governo egiziano per far rientrare la nostra connazionale". Sul tema è intervenuto anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani che, intervistato a Ping Pong su Radio1, ha detto: “Noi seguiamo giorno per giorno la vicenda, abbiamo trovato una sistemazione logistica, un appartamento per la giovane italiana che sta lì con la figlia. Stiamo facendo di tutto, parlando anche con le autorità egiziane, per farla rientrare in Italia il prima possibile, ma c'è una sentenza purtroppo di condanna e questo non dipende da noi, però sono tante le iniziative, si stanno moltiplicando. Mi auguro che poi alla fine gli egiziani accolgano le nostre richieste, stiamo lavorando intensamente a livello diplomatico. Qualche segnale di apertura e di attenzione l'abbiamo ricevuto, io sono in costante contatto anche con il ministro degli Esteri. Anche i familiari devono sapere che non sottovalutiamo il problema e lo seguiamo costantemente”.