Sanremo – Contro-colpo di scena nella vicenda di Nessy Guerra, la ragazza sanremese di 26 anni denunciata dal marito egiziano Tamer Hamouda per adulterio e condannata in primo e secondo grado, che tenta ormai da tre anni di ritornare in Italia in condizioni di sicurezza assieme alla sua bimba Aisha. Hanouda, che era stato arrestato ieri per la tentata aggressione e le minacce rivolte al console d'Italia a Hurghada, potrebbe uscire pagando una cauzione di 5 mila sterline egiziane, più o meno 83 euro. "Ottantatré euro per farlo uscire dal carcere oggi - ha detto Nessy Guerra in un video postato su Instagram -. Cinquemila sterline egiziane pari a 83 euro per uscire oggi stesso dal carcere a seguito delle minacce che ha fatto contro il Console e la tentata aggressione. So già quello che succederà quando quest'uomo metterà piede fuori dal carcere per l'ennesima volta. 83 euro... Le nostre vite valgono 83 euro? Adesso voglio vedere quello che faranno i ministri e i diplomatici".

L'avvocata di Nessy, Agata Armanetti, sta preparando il ricorso per Cassazione contro la condanna della ragazza che ora vive in un appartamento segreto in Egitto assieme alla figlia e ai genitori. L'avvocata sta studiando come fare per far revocare il divieto di espatrio per la bambina e la madre, divieto chiesto e ottenuto da Tamer Hamouda che vorrebbe la custodia della figlia. Hamouda "ha la possibilità di pagare una cauzione e uscire dal carcere e questa cosa ci ha veramente lasciato un po' senza parole. Sono passati tre anni ormai e non ho mai smesso di chiedere aiuto - ha detto ancora - Rinnoviamo i nostri appelli all'autorità italiane, perché ci diamo una mano e ci facciano tornare in sicurezza in Italia. E' chiaro che non siamo più in condizioni di sicurezza". La situazione, se Hamouda uscirà dal carcere, diventerà insostenibile. E al 'consiglio' che lo stesso Hamouda aveva rivolto a Nessy, cioè "consegnati alle autorità egiziane e fatti questi sei mesi di carcere", la donna ha risposto: "e no caro io non mi consegno l'autorità egiziane e il tuo è un pessimo consiglio, primo perché non lascerei mai la mia bambina di appena tre anni da sola senza la sua mamma e secondo perché sono innocente e di certo non mi va di fare il carcere da innocente in Egitto". Se Hamouda sarà scarcerato le cose potrebbero ulteriormente complicarsi, e soprattutto, così come ribadito da Nessy Guerra, rappresentare un pericolo concreto per la sicurezza di madre e figlia. Da qui gli appelli reiterati della donna, dei suoi avvocati e delle associazioni di supporto a Nessy, al Governo italiano perché intervenga il più presto possibile.