Palazzo D'Alì ieri faccia a faccia tra Amministrazione e commercianti ed esercenti del centro storico, dopo che la Giunta ha reso noto un piano acustico, in corso di approvazione: anche se sono scaduti i termini per le opposizioni, senza che sia arrivato nulla, all'esito dell'affollato incontro di ieri, il sindaco ha dato disponibilità a valutare anche le opposizioni fuori termine. Un segnale preciso che nessuno vuole troncare il dialogo. Poi l'adozione definitiva dovrà essere fatta dal Consiglio comunale. A certi esercenti esacerbati, si è fatto notare che in assenza del piano acustico, vale la normativa nazionale, che è ancora di più severa, quindi conviene avere un piano che riconosca le esigenze del territorio, piuttosto che nulla.
Il problema è anche culturale. Cioè comprendere, da parte degli esercenti, che dopo i tragici fatti di Crans Montana, i controlli sono più attenti, che le iniziative vanno conciliate con il valore storico e culturale del territorio, non si può lavorare solo vendendo birre e musica a rompere i timpani. Va anche detto che tra gli esercenti c'è chi si è adeguato alle norme e chi invece continua a non farlo, e quindi chi è in regola si lamenta del vicino che non lo è. Alle parole fuori posto del tipo, «il centro storico sta morendo», Tranchida ha replicato: «Dispiace che ci sia chi cade nella trappola di chi sta facendo una campagna terroristica, sorvolando sul fatto che ci sono leggi che vanno rispettate a proposito di emissioni musicali, che residenti e turisti che soggiornano nel centro chiedono spazi di tranquillità, e che qualcuno, pochi in verità, tra i titolari di attività, pensa di lavorare in una terra di nessuno, non può essere così».










