Con i riflettori tutti puntati sulla crisi di Hormuz, Israele procede in maniera ancora più spedita l’occupazione militare del sud del Libano.
Le truppe di terra israeliane si sono ieri avvicinate ai sobborghi di Nabatieh, il cuore economico del Libano meridionale. Attraversato il fiume Litani – prima linea oltre cui l’esercito israeliano aveva spinto i libanesi a scappare, sostituita poi con quella del fiume Zahrani, più a nord, a 40 chilometri dal confine – alcune settimane fa, i soldati israeliani hanno già conquistato i villaggi di Zaoutar el-Charqieh, Arnoun e Yohmor el-Chaqif, dove insiste l’ormai celebre castello di Beaufort. Ora proseguono l’avanzata verso la collina di Ali Taher, Kfar Tebnit e Nabatieh el-Faouqa. Ieri sera il portavoce arabofono dell’esercito israeliano Avichai Adraee ha dichiarato che le truppe hanno stabilito il «controllo operativo sulla parte settentrionale dell’area di Wadi Slouki», tra Houla, Majdal Selm (Marjayoun) e Chaqra (Bint Jbeil), importantissima dal punto di vista strategico.
Hezbollah prova a contenere questa avanzata. Nel pomeriggio di ieri il partito armato sciita ha fatto sapere di aver abbattuto un carro Merkava sulla strada di Saf el-Hawa, a Bint Jbeil, con un drone di tipo Ababil, alla fibra ottica, droni che bucano i sistemi di sicurezza israeliani.










