Per qualche ora, ieri, si è temuto che l’escalation che sta devastando il sud del Libano fosse arrivata a Beirut. Nel primo pomeriggio, l’esercito israeliano ha colpito un appartamento nella zona di Amrussieh, municipalità di Shueifet, nell’area al limite della Dahiyeh, la periferia sud duramente colpita durante questa fase della guerra e quella precedente. L’obiettivo: Ali Husseini, comandante dell’unità missilistica di Hezbollah. Il partito ha confermato di aver subito risposto con un lancio di missili sulle posizioni israeliane. In serata è arrivata la notizia che il comandante è sopravvissuto.
ALLA STAZIONE dei bus di Cola, uno dei due importanti snodi stradali, il flusso delle auto è solo verso nord. È diminuito rispetto alla fuga della notte prima, quando in decine di migliaia sono scappati dal sud. Molti si sono fermati a Sidone, ma tanti hanno proseguito verso nord in cerca di alloggi migliori. L’autostrada passa per l’area costiera di Dahiyeh, ripopolatasi dopo il cessate il fuoco, che finora aveva retto almeno sulla capitale, ma dove adesso si aspettano bombardamenti, come quello di ieri. Le macerie sono state solo accumulate ai margini delle strade, ma al primo soffio di vento la polvere ricorda che quasi a ogni angolo c’è un palazzo abbattuto.













