Anche l’Italia avrà i suoi riservisti delle Forze armate. E saranno dislocati su tre fronti. Ci sarà una «riserva operativa», immediatamente attivabile e composta da militari in congedo da meno di cinque anni, fisicamente idonei e ben addestrati. Poi, verrà attivata una «riserva volontaria specialistica»: sarà costituita da ufficiali, marescialli, sergenti e graduati di complemento, richiamati in servizio per servizi specifici, ma solo dietro la presentazione di una loro domanda in tal senso. Infine, sarà istituita una «riserva territoriale», costituita da volontari che andranno a supporto delle forze armate e di polizia, anche per la gestione di emergenze e calamità o per attività soccorso e all’assistenza.

Il nuovo disegno di legge e l'incremento degli organici

Tutto questo è previsto da un disegno di legge, atteso sul tavolo di uno dei prossimi Consigli dei ministri e il cui impianto ItaliaOggi è in grado di anticipare. Il medesimo ddl contiene anche una delega al governo per la riforma del codice dell’ordinamento militare. E la previsione di un incremento dell’organico complessivo delle Forze armate entro il 2033 di massimo 40mila unità, da distribuire tra Esercito, Marina (non Capitanerie di porto), Aeronautica e Corpo sanitario; il che eleverebbe gli effettivi militari nel paese a circa 201mila unità. Non è finita.