Introduzione

Sta prendendo forma la riforma della Difesa voluta dal governo Meloni con il ministro Guido Crosetto. Lo schema di disegno di legge su “Disposizioni per il rafforzamento e l’adeguamento della capacità di difesa nazionale”, in base a quanto riportato dal Sole24Ore, prevede che entrino in servizio cinquemila soldati in più nei prossimi due anni. Ed entro il 2033, l’aumento dovrebbe essere di 40mila unità. Dunque, la riforma non dovrebbe prevedere solamente il ricorso alla riserva, che era già emerso nei giorni scorsi, e che di fatto vorrebbe dire l’istituzione di una riserva operativa, una volontaria e una territoriale.

Quello che devi sapere

Perché aumentano i soldati

La riforma della Difesa dovrebbe arrivare seguendo alcune disposizioni precise: tra queste la “previsione entro il 31 dicembre 2033 di un progressivo incremento dell’organico complessivo non superiore a 40mila unità dell’Esercito italiano, della Marina militare, escluso il Corpo delle capitanerie di porto, dell’Aeronautica militare e del Corpo unico della Sanità militare in servizio permanente e in ferma prefissata”. La ratio di questa decisione sarebbe quella di “assicurare i necessari livelli di operatività e la piena integrabilità dello strumento militare nei contesti internazionali e nell’ottica di una politica di difesa comune europea, per l’assolvimento dei compiti istituzionali delle Forze armate”.