Dopo anni di continua crescita arriva una brusca frenata delle esportazioni di medicinali dalla Campania: -26,3 per cento, pari a una flessione di oltre 550 milioni di euro nel primo trimestre del 2026 (rispetto all’analogo periodo del 2025). Un risultato che influenza in negativo tutte le esportazioni campane (-2,2 per cento a 5,3 milioni da 5,5), nonostante performance molto importanti ed estremamente positive di settori come gli aerei, le imbarcazioni, i prodotti da forno e un rinnovato slancio del cuoio e della filiera delle conserve. E però, nel tentativo di capire cosa fosse successo, i conti non tornano: se da un lato l’Istat - interpellato sulla questione - ha confermato i dati, dall’altro la principale azienda esportatrice - sentita a riguardo - ha riferito che i volumi di produzione non sono diminuiti, anzi, sono aumentati (prodotti quasi totalmente trasferiti in Svizzera all’hub mondiale dell’export della società). Le importazioni, invece, scendono di quasi il dieci per cento (da 6,6 a 6 miliardi) per effetto principalmente della flessione dei fertilizzanti e dei prodotti alimentari. Il saldo commerciale resta negativo di 700 milioni, ma migliora di 400 milioni rispetto a 1,1 miliardi del primo trimestre del 2025.