Frena l’export veronese nel primo trimestre del 2026 secondo i dati elaborati dalla Camera di Commercio di Verona.
Frena l’export veronese nel primo trimestre del 2026. Secondo i dati elaborati dalla Camera di Commercio di Verona su base Istat, le esportazioni provinciali si attestano a 3,7 miliardi di euro, in calo dell’1,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Una flessione che interessa anche gran parte delle province venete ad eccezione di Padova (+2%) e soprattutto Venezia, il cui export balza di oltre il 91%, trainato principalmente dall’aumento delle esportazioni di navi e imbarcazioni. Un risultato che incide in modo significativo sulla performance complessiva del Veneto, che chiude così il trimestre con un incremento del 5,1%. Segno positivo, seppur più contenuto, anche per l’export nazionale, che nei primi tre mesi dell’anno raggiunge i 162,2 miliardi di euro, in aumento dell’1,3% rispetto al pari periodo 2025.
Il quadro generale.
Il mappamondo delle esportazioni restituisce un quadro in chiaroscuro per le produzioni made in Verona, in particolare per i primi paesi di sbocco. La Germania, seppur confermandosi ancora una volta il primo mercato di destinazione per le merci scaligere con oltre 687 milioni di euro, registra un calo del 4,3%. Tra i primi dieci posti, luce rossa inoltre anche per Francia (-1,1%, 2° paese di destinazione con 363,4 milioni di euro), Stati Uniti (-7,6% che scivola al quinto posto con 177,8 milioni di euro) e Austria (-6,5%). In terreno positivo, invece, Spagna (+8%; 3° paese di destinazione con 233,4 milioni di euro), Polonia (+3,6% e che con 183,5 milioni di euro scavalca gli Usa e si colloca al 4° posto), Regno Unito (+1,7%), Svizzera (+11,5%), Croazia (+19,2%) e Paesi Bassi (+13,6%).












