Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiSe non fosse per la cantieristica navale, l’export del Veneto non crescerebbe: male Medio Oriente e Golfo Persico, tiene l’Europa, bene il Mercosur. Secondo i dati dell’Ufficio Studi di Confartigianato imprese Veneto sui dati Istat del commercio estero per il primo trimestre 2026 l’export nel settore manifatturiero all’ombra del Leone di San Marco segna un bel +5,1 con un valore di 20,03 miliardi di euro in aumento rispetto ai 19,06 dello stesso periodo 2025. Il problema però è che la voce trainante, che ha quasi tutto il merito di trainare la crescita, è «Altri mezzi di trasporto», ossia prevalentemente navi e imbarcazioni.
L'impatto dei dazi e la crisi nel Medio Oriente
Il fatto è che se non ci fosse la cantieristica, l’export veneto sarebbe invece in recessione e segnerebbe un -1,1% sullo stesso periodo. È questo il problema che sottolinea Confartigianato imprese Veneto, che per bocca del suo presidente Roberto Boschetto rincara la dose: «L’incertezza generata dalla politica commerciale americana e l’introduzione dei dazi sta producendo effetti evidenti sulle scelte degli operatori economici”. Non è tutto: c’è anche la guerra in Medio Oriente e l’instabilità che ne deriva è un problema per il Veneto, regione: “Che fonda gran parte della propria crescita sull’export».







