C’è tanta Campania nel +3,3% di crescita dell’export italiano nel 2025. «Nel 2025 - scrive l’Istat nella nota che accompagna la pubblicazione dei dati sulle esportazioni delle regioni - l’aumento delle esportazioni di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici da Toscana, Lazio, Lombardia, Abruzzo e Campania spiega per 2,6 punti percentuali la crescita dell’export nazionale rispetto al 2024». La Campania - dopo la lieve flessione del 2024 causata dal crollo dell’export di automobili - torna a crescere complessivamente del 3,6%, meglio del valore italiano (3,3%) e di quello del Sud (3,2%): un andamento determinato non solo dai farmaci, ma anche degli aerei (molto dovuto al successo di mercato dell’Atr) in un contesto che vede ancora una forte flessione dell’export di automobili (praticamente dimezzate rispetto al 2024 da 1,2 miliardi a 689 milioni, erano 2,6 miliardi solo nel 2023) e una flessione del 5,7% delle conserve.

Con 22,7 miliardi di export nel 2025, la Campania supera il record del 2023 (22,2 miliardi) e rappresenta il 50 per cento delle esportazioni di tutto il Mezzogiorno. Certo è il 3,5% di tutto l’export nazionale, ma non solo c’è la progressione positiva in corso da molti anni, quanto il peso sull’export nazionale di alcuni settori produttivi ad alta tecnologia come i farmaci (il 12,1% del totale nazionale), i supporti ottici e magnetici (38,5%), i gas tecnici (17%), ma anche l’11,7% degli aerei e il 9,2% di locomotive e treni. E ovviamente il peso della riconoscibilità delle produzioni locali: dal 34,2 % delle conserve, al 13,6% dei prodotti agricoli freschi, all’11,6% dei prodotti da forno e farinacei al 9,5% per finire al 9,5% dei prodotti lattiero-caseari (settore che in Campania è quasi totalmente occupato dalla mozzarella di bufala).