Più di 8 miliardi di export nel 2025, il 35% del totale delle esportazioni della regione, con un incremento quasi del 10% sul 2024. Il farmaceutico per la Campania è il settore che spinge più di tutti gli altri, con investimenti importanti (più di 100 milioni della sola Novartis a Torre Annunziata, grazie anche alla Zes unica) e un trend di crescita che si è manifestato anche in questi primi mesi del 2026.
I numeri però corrono da alcune settimane in parallelo con la paura che tutto o quasi si fermi per via della guerra in Medio Oriente e dell’emergenza energetica, e che a pagarne le conseguenze siano non solo le aziende ma anche e soprattutto i pazienti. L’allarme lanciato in questi giorni dal presidente nazionale di Farmindustria, Marcello Cattani, è stato esplicito: «Stimiamo almeno un 20% di maggiori costi industriali fra energia, manifattura e trasporti, poi si aggiungono le materie prime. Ed è una previsione conservativa. Va sommata all’incremento del 30% che già abbiamo registrato dal 2021 a oggi, con le crisi precedenti. Se la guerra in Medio Oriente durerà a lungo rischiamo una carenza di farmaci salvavita come gli anticoagulanti, ma anche i neurolettici e i farmaci per la pressione, tutti di ampia diffusione con un rimborso molto basso dal sistema sanitario nazionale».






