Le esportazioni dell'Emilia-Romagna sono cresciute dell'1,6% nel terzo trimestre 2025, raggiungendo 20,2 miliardi.

La regione si conferma seconda in Italia per quota dell'export nazionale (12,9%) dopo la Lombardia, davanti a Toscana (12,6%), Veneto (12,3%) e Piemonte (9,6%).

È quanto emerge dalle elaborazioni dell'ufficio studi di Unioncamere Emilia-Romagna su dati Istat. La crescita regionale è però ben al di sotto dell'accelerazione nazionale (+6,6%), che ha visto la Toscana balzare del 35% e il Piemonte crescere del 6,3%.

Per settori, il contributo positivo principale viene dall'industria alimentare e delle bevande (+8,7%, oltre 2,5 miliardi), seguita dai macchinari e apparecchiature — primo settore con il 26,6% dell'export regionale — che interrompono la tendenza negativa avviata all'inizio del 2024 con un +2%, per un valore di 5,4 miliardi. Forte recupero per i prodotti in metallo (+18,4%) e per l'agricoltura (+10,2%). In difficoltà la moda (-5,4%), con la pelletteria che scende del 10,1% e l'abbigliamento del 4,4%. Flessione anche per chimica e farmaceutica (-5%) e per i mezzi di trasporto (-2,8%), secondo settore regionale con il 13,4% dell'export.

Sul fronte dei mercati, l'Europa resta la destinazione di due prodotti su tre (13,4 miliardi, +4,8%). Il dato più rilevante è il forte recupero in Germania (+11,6%, 2,6 miliardi), primo mercato di sbocco. In controtendenza gli Stati Uniti, dove le vendite calano del 10,8% a 2 miliardi, e la Cina, -11,9%, a 553 milioni. Crescono invece con decisione Emirati Arabi (+21,5%), India (+12,9%), Giappone (+12%) e Africa (+11,3%).