Aziende lucane penalizzate dalle banche: Basilicata maglia nera nel Mezzogiorno per i prestiti industriali. C’è un muro invisibile che circonda il sistema produttivo, un fossato economico che rischia di rendere vana qualsiasi stagione di investimenti.
Basilicata maglia nera nel Mezzogiorno per i prestiti industriali. C’è un muro invisibile che circonda il sistema produttivo della Basilicata, un fossato economico che rischia di rendere vana qualsiasi stagione di investimenti legata ai fondi europei e al Pnrr: è il muro del credito. I dati elaborati dai più recenti report macroeconomici, attesi alla validazione ufficiale della Banca d’Italia il prossimo 18 giugno a Potenza, fotografano una realtà allarmante: la contrazione dei finanziamenti alle grandi imprese lucane ha toccato un pesantissimo -13% rispetto alla media del 2022. Si tratta di una performance drammatica, che colloca la Basilicata all’ultimo posto tra le regioni del Mezzogiorno, superando in negativo persino la crisi strutturale della Sardegna, dove il calo si è fermato al -7,7%.
Mentre il ciclo monetario della Banca Centrale Europea tenta una fragile stabilizzazione, l’accesso alle risorse finanziarie nei confini regionali riflette una selezione sempre più stringente e penalizzante da parte degli intermediari bancari. Se per le piccole e medie imprese la flessione storica sembra timidamente attenuarsi attorno al -2,6%, lo scarto dei tassi d’interesse reali applicati sul territorio si trasforma in un vero e proprio “onere di cittadinanza” per chi fa impresa tra i calanchi e le aree industriali di Melfi e della Val d’Agri.











