Badanti, agricoltori e lavoratori del settore edile: la Basilicata è tra le regioni italiane dove è maggiormente diffuso il lavoro nero. È uno dossier dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre ad evidenziare la situazione lucane ed italiana sul lavoro nero ed il caporalato. A poco più di un mese della strage di Amendolara, dove quattro braccianti sono stati arsi vivi all’interno di un minivan, è il Report dell’Associazione artigiani e piccole e medie imprese di Mestre, a inserire la Basilicata al sesto posto tra le regioni italiane con la maggiore propensione al “nero”. “Se misuriamo la propensione al “nero” delle regioni, vale a dire l’incidenza percentuale dell’ammontare riconducibile al valore aggiunto del lavoro irregolare sul valore aggiunto totale regionale, la quota più elevata, pari all’8,3 per cento, interessa la Calabria. Seguono la Campania con il 7 per cento, la Sicilia con il 6,4 per cento, la Puglia con il 6,3 per cento, la Sardegna con il 5,7% e la Basilicata con il 5,5%. La media nazionale è del 4 per cento” viene evidenziato nel Report che mette in luce anche come siano 25mila e 500 (dati riferiti al 2023) i lavoratori occupati irregolari nel territorio lucano, con un tasso di irregolarità del 12,3%. Un dato su cui riflettere anche perché di fronte ad un volume d’affari generato dall’economia sommersa che in Italia supera i 77 miliardi di euro all’anno, è evidente che “oltre un terzo di questa ricchezza prodotta irregolarmente (il 35,7 per cento) si concentra nelle regioni del Mezzogiorno, dove si registra anche la quota più elevata di lavoratori coinvolti”. Questo anche a fronte del fatto che agli ultimi posti della classifica delle regioni italiane troviamo il Friuli Venezia Giulia (con il 3,2%9, il Veneto (con il 3%), la Provincia autonoma di Bolzano (con il 2,9%) e la Lombardia (con il 2,8%). Tra i settori dove appare maggiormente diffuso il fenomeno, tanto in Basilicata quanto nel resto d’Italia, quello delle attività di famiglie come datori di lavoro (colf e badanti), l’agricoltura ed i servizi di alloggio e ristorazione. Insomma, un quadro preoccupante come evidenzia il segretario regionale della Cisl, Vincenzo Cavallo, che, da tempo, chiede un meccanismo di premialità per le aziende “virtuose”.
Badanti, agricoltori e muratori: ecco l’esercito del «lavoro nero» in Basilicata
Cavallo (Cisl): «Oltre 25mila persone impegnate nelle aziende lucane»
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