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Una gestione ottimale dei siti contaminati e delle aree industriali dismesse rappresenta oggi una priorità nelle politiche del territorio, una necessità ormai improcrastinabile se si vuole tutelare il patrimonio ambientale e rendere le bonifiche davvero efficaci. È sempre più urgente un cambio di paradigma, ovvero uscire da un approccio emergenziale per passare alla programmazione strategica e alla cultura della prevenzione. Se ne è parlato a Matera, nel corso del Convegno nazionale “La gestione delle contaminazioni: criticità, innovazione e prospettive nelle bonifiche ambientali”. L’evento, promosso da Ambiente Basilicata, brand identity della Direzione Ambiente, Energia e Tutela del territorio della Regione Basilicata, in collaborazione con l’Ordine dei Geologi della Basilicata, la Camera Forense Ambientale, l’Arpab e con il patrocinio della Provincia di Matera, ha permesso di illustrare le strategie d’intervento, il quadro normativo e le tecnologie applicate al risanamento dei siti contaminati.

Bonifiche ambientali e criticità

Le bonifiche ambientali sono diventate interventi fondamentali non solo per rigenerare il territorio, migliorandone agibilità e vivibilità, ma anche per tutelare la salute e garantire uno sviluppo economico sostenibile. In questa prospettiva, bisogna, però, affrontare delle criticità, come ad esempio le lunghe procedure amministrative e autorizzative, che rischiano di incidere in maniera determinante sia a livello ambientale sia economico. È sempre più urgente aggiornare le norme esistenti, per adattarle ai rapidi cambiamenti tecnologici e alle nuove minacce ambientali, dovute anche all’emergere di nuovi contaminanti.