Vale 43 miliardi di euro il mercato delle bonifiche ambientali in Italia. Un comparto che genera ogni anno 3,5 miliardi di fatturato e dà lavoro a circa 25mila persone, ma che deve ancora fare i conti con oltre 36.800 siti contaminati da risanare. È la fotografia scattata da Assoreca, l'associazione del sistema Confindustria che rappresenta le imprese attive nei settori ambiente, sicurezza, energia e salute.
Secondo lo studio, sono oltre 36.800 i siti interessati da procedimenti di bonifica a livello regionale e comunale. La superficie complessiva supera i 500 milioni di metri quadrati tra siti di interesse nazionale e aree locali: un patrimonio territoriale ancora in larga parte da recuperare e valorizzare. Le stime relative a comparti analoghi indicano che ogni euro investito nelle bonifiche produce oltre due euro di ritorni in termini di salute pubblica, rigenerazione urbana e coesione sociale.
A vent’anni dall’entrata in vigore del Testo Unico Ambientale, Assoreca chiede una revisione organica della normativa. “Il D.Lgs. 152/2006 è stato modificato oltre duecento volte", ha ricordato il presidente Angelo Merlin. "Serve un quadro normativo più moderno, capace di coniugare competitività, sostenibilità e tutela ambientale".






