Diritti

Cinquantamila firme certificate in sei mesi. Sono le sottoscrizioni che serviranno per il deposito in Parlamento della legge di iniziativa popolare “PMA per tutte”, lanciata dall’associazione Luca Coscioni, con l’obiettivo di aggiornare la legge 40 del 2004 e rimuovere gli ostacoli normativi ancora presenti, per garantire l’accesso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita a tutte le persone, indipendentemente dallo stato civile, dall’orientamento sessuale e in tutte le condizioni di salute in cui non siano possibili altri rimedi.

Di fronte allo scoglio dell’articolo 5 della stessa legge 40, che prevede che possano accedere a queste tecniche solo le coppie di sesso diverso, stabilmente conviventi o sposate, lo scorso anno Evita, una donna torinese single di 40 anni che si era vista negare il suo desiderio di maternità, aveva deciso di fare ricorso. Il Tribunale di Firenze ha rilevato la violazione dei suoi diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione e dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU) e trasmetto gli atti alla Corte costituzionale. Si è così espressa la Consulta, che ha mantenuto il divieto, ma aperto all’intervento del Parlamento, precisando come “non sussistono ‘impedimenti costituzionali’ a una eventuale estensione”.