Una nuova identità visiva, col ritorno dell’amaranto e un logo in grado di richiamare sia il cuore della città – il Pentagono del Buontalenti – sia gli ingranaggi dell’industria che tiene in piedi l’economia circolare: è questo il trampolino di lancio per rafforzare un’alleanza che coinvolge l’Amministrazione comunale, l’azienda pubblica d’igiene urbana Aamps e le 85mila utenze livornesi che è chiamata a servire ogni giorno. È stato presentato oggi nella Sala delle Cerimonie del Comune labronico il rebranding di Aamps – società operativa locale (Sol) di Retiambiente –, come tassello iniziale di una strategia articolata in quattro pilastri per migliorare la raccolta differenziata, ridurre la produzione dei rifiuti, rafforzare i servizi a disposizione dei cittadini e rinnovare la dotazione impiantistica della città.

Più che un semplice cambiamento grafico, la nuova immagine della partecipata pubblica vuole dunque rappresentare il rinnovamento del patto con Livorno. Una relazione che affonda le proprie radici nel 1948, quando il sindaco della ricostruzione Furio Diaz promosse la nascita dell’azienda municipale per la nettezza urbana e i servizi pubblici cittadini.

«Dopo 78 anni bisognava rimettere un po’ d’amaranto nell’identità visiva dell’azienda, ma soprattutto rinnovare il patto coi cittadini: il rebranding è un escamotage – spiega l’amministratore unico di Aamps, Aldo Iacomelli – Se loro conferiscono correttamente i propri rifiuti, noi lavoriamo meglio; se li gettano male, anche noi lavoriamo in modo complicato».