Nei giorni scorsi i volontari del circolo livornese “Luciano De Majo” di Legambiente e il Cral di Aamps – la partecipata interamente pubblica che ha in carico l’igiene urbana cittadina, come Sol di Retiambiente – si sono dati appuntamento ieri alle prime luci del giorno, in uno dei luoghi più iconici della costa labronica: Cala del Leone. Insieme l’hanno ripulita da una marea di rifiuti abbandonati: bottiglie di plastica e in vetro, lattine di alluminio, piatti e posate usa e getta, tovaglioli di carta, cartoni della pizza, confezioni di snack in cellophane, mozziconi e pacchetti di sigarette, legna arsa e carbone per barbecue improvvisati.

La città s’impegna, chi fa la differenziata la fa molto bene, ma bastano pochi incivili per sporcare un posto che appartiene a tutti. E non si tratta di posti qualunque, perché i livornesi hanno un legame viscerale col proprio mare, le proprie calette sono luoghi del cuore. A farli sanguinare, evidentemente, è chi non vuol bene alla città in cui vive.

L’inventario dei rifiuti quotidianamente abbandonati in prossimità delle calette presenti sul litorale livornese, con particolare riferimento al tratto che dalla frazione Boccale arriva fino a Quercianella, sembra non finire mai. Per porre un freno all’inciviltà e dare il buon esempio, nasce adesso una sinergia tra le istituzioni e i gruppi di volontari ambientalisti che frequentano questi luoghi e che si concretizza nel progetto “Adotta una Cala”, con una serie di appuntamenti che porteranno ad una raccolta e pulizia straordinaria di questi tratti di costa.