C'erano i vertici dei principali clan dell'area occidentale, da Posillipo a Bagnoli, da Coroglio a Pianura, passando ovviamente per Fuorigrotta. Erano invitati speciali. Osservatori. Dovevano assistere al delitto, nella consapevolezza che quell'omicidio avrebbe rappresentato comunque una svolta nella definizione degli equilibri economici e criminali dell'area occidentale di Napoli. È questo uno dei retroscena dell'omicidio di Rodolfo Zinco, alias 'o gemello, messo a segno ad aprile del 2015 in zona Cavalleggeri d'Aosta, in nome e per conto del clan emergente, quello di Alessandro Giannelli. Ed è proprio quest'ultimo a raccontare circostanze inedite su un delitto che ha ridisegnato la mappa degli affari sporchi sul versante occidentale dell'area metropolitana. Parla Giannelli - che si è pentito appena pochi mesi fa - finisce in manette il presunto esecutore materiale del delitto: ordine di arresto in carcere per Ciro Pauciullo, indicato come esecutore materiale del delitto. Inchiesta condotta dalla Dda di Napoli, sotto il coordinamento del procuratore aggiunto Sergio Amato, oltre a Giannelli pesano le dichiarazioni rese da Gennaro Carra, un tempo reggente del clan di Salvatore Cutolo, alias borotalco.
Fuorigrotta, l'omicidio di Rodolfo Zinco: torna libero il collettore di tangenti degli anni Novanta
C'erano i vertici dei principali clan dell'area occidentale, da Posillipo a Bagnoli, da Coroglio a Pianura, passando ovviamente per Fuorigrotta. Erano invitati speciali. Osservatori....
Il boss Giannelli rivela l'omicidio di Rodolfo Zinco nel 2015 come agguato per il controllo criminale napolitano; Ciro Pauciullo arrestato come esecutore. Antonio Bianco, collettore tangenti anni 90, scarcerato per salute mentre l'area si trasforma con turismo.






