Alessandro Moretti alias “Sassolino” raccomandò a Francesco Abbruzzese detto “Stoppino” appena scarcerato, di stare attento a possibile agguati ai suoi danni, e di muoversi con circospezione. Chissà se avrà avuto il tempo di ripensare a quelle raccomandazioni all’amico, “Sassolino” quando alle 8 di sera del 15 gennaio 2026 un killer in moto lo crivellò di colpi di pistola su via Sant’Antonio in un agguato mafioso ancora impunito. Il colloquio tra i due malavitosi è uno dei tanti intercettati da Dda, squadra mobile e carabinieri nell’inchiesta sfociata nel blitz dell’11 maggio scorso con l’arresto di 18 foggiani accusati a vario titolo di 14 estorsioni (7 portate a termine, 7 tentate) aggravate dalla mafiosità. Abbruzzese, 49 anni, è di nuovo in cella perché accusato di 9 taglieggi, droga e armi. Alessandro Moretti, classe ’91, nipote del boss Rocco Moretti, non è arrivato vivo al blitz in cui era tra i principali indagati perché sospettato di 9 estorsioni.

Il pomeriggio del 5 marzo 2025 le microspie registrarono questa conversazione tra i 2 mafiosi e l’amico Fabrizio Bevilacqua pure arrestato lo scorso 11 maggio. Abruzzese era stato scarcerato il giorno prima da Vibo Valentia dov’era detenuto dal 30 novembre 2018 per l’inchiesta “Decimazione” con condanna a 8 anni, 10 mesi per mafia, estorsione e armi. Si incontrò con Moretti, libero da qualche tempo dopo una condanna a 7 anni e 4 mesi per mafia nella stessa operazione. Moretti: “Mi dispiace a farti camminare con la bicicletta, hai capito Francù? Però devi aprire gli occhi”. Abbruzzese: “Com’è non lo so che devo aprire gli occhi?”. Bevilacqua: “Non devi stupidiare”. Moretti: “E ti devi muovere da solo”. Abbruzzese: “Tu lo vedi che io cammino da solo”. Moretti: “See, quando tu vedi per dire la mattina, se puoi evitare fratello mio evita, hai capito?”. Abruzzese: “No, la mattina io mo’ vado sul cantiere a lavorare”.