La benefattrice aveva scelto di aiutare gli animali, ma un dettaglio giuridico cambia il destino del lascito
Una donna di Cernusco sul Naviglio, nel Milanese, aveva deciso che il suo patrimonio, pari a quasi due milioni di euro, dovesse servire a costruire canili e ad assistere i cani randagi, abbandonati e malati. A oltre vent'anni dalla stesura del testamento, però, il Tribunale di Milano ha stabilito che quei soldi non andranno agli animali, ma ai suoi tre nipoti. La vicenda, riportata dal Corriere della Sera, nasce da un testamento redatto nel 2000 da una donna sposata ma senza figli.
Le volontà della testatrice
Nel documento depositato dal notaio, la donna aveva disposto che, in caso di morte, tutti i suoi beni andassero al marito, con l'eccezione di una somma destinata a uno dei nipoti. Nel testamento aveva, inoltre, scritto di voler escludere “qualsiasi altro parente, sia esso vicino o lontano”. Dopo la morte del marito, il patrimonio residuo avrebbe dovuto essere devoluto “alla costruzione di canili, dove ricoverare i cani randagi, abbandonati, malati, alla cura degli stessi”. Una scelta che lasciava poco spazio a dubbi sulle sue intenzioni: destinare la maggior parte della propria eredità al benessere degli animali.










