Nella penultima tappa del viaggio in Spagna, Il Pontefice ha incontrato migranti e realtà di accoglienza nel porto di Arguineguín. L'appello alla comunità internazionale e il messaggio alle donne vittime di tratta

«Cari migranti, prima di dirvi qualsiasi altra parola, voglio inchinarmi davanti alla vostra dignità. Non siete numeri, né fascicoli! Siete persone con una famiglia e una casa che vi siete lasciata alle spalle, con sogni che nessuno ha il diritto di disprezzare». Con queste parole Papa Leone XIV si è rivolto ai migranti durante la sua visita a Gran Canaria, dove è arrivato nella mattinata di giovedì 11 giugno. Dal molo dell’isola, il Pontefice ha pronunciato un potente discorso sull’immigrazione. «Il vostro dramma deve diventare un esame di coscienza», ha proseguito il Pontefice, rivolgendosi alle nazioni di origine, ai Paesi di transito, all’Europa e all’intera comunità internazionale. Ai primi ha chiesto «di interrogarsi sulle cause che spingono tante persone a lasciare la propria terra», e ai secondi «di proteggere i più deboli e di non abbandonarli nelle mani delle reti criminali». Poi il monito all’Europa, di non abituarsi a vedere il Mediterraneo e l’Atlantico trasformarsi in «cimiteri senza lapidi», e alla comunità internazionale di promuovere una cooperazione «efficace e perseverante». Un richiamo pronunciato ad Arguineguin, il porto che in passato, dopo l’arrivo di migliaia di migranti lasciati per giorni in condizioni precarie, è stato ribattezzato «il molo della vergogna».