INVIATO A SANTA CRUZ. «L’amore di Dio non conosce confini e non fa distinzioni. Imparate la lingua, rispettate le leggi, integratevi», afferma Leone XIV nell’ultima tappa del suo viaggio in Spagna. Poi un accorato monito ai trafficanti di esseri umani: «Fermatevi, convertitevi».

Il primo Papa a visitare le Canarie sottolinea l’importanza di «poterci incontrare» e di «un’accoglienza che non cancella le radici di chi arriva». Per spiegare l’universalità dell’amore, evidenzia il Pontefice, «Gesù prese come esempio il gesto di servizio di un uomo di un altro popolo e di un’altra religione che ebbe compassione di una persona ferita e maltrattata». Anche i primi evangelizzatori «si diressero verso l’ignoto, portando come principali beni la fede, la speranza e la carità».

L'appello di Leone ai trafficanti di essere umani come Giovanni Paolo II ai mafiosi: "Convertitevi!"

Santi migranti Il Papa visita le tende e il dormitorio del centro per i migranti ricavato in una ex caserma. Ascolta le loro storie di violenze e ricatti, si commuove per le testimonianze, abbraccia le donne sfuggite alla tratta.

«In terre sconosciute i santi migranti e missionari seppero dare ciò che avevano e allo stesso tempo accogliere ciò che di nuovo che veniva offerto loro», sostiene il Pontefice. Perciò, rivolgendosi ai migranti, il Papa li invita a «offrire il tesoro di umanità, di sogni e di cultura che avete portato in queste isole, e ad essere aperti a ricevere ciò che vi viene dato». Quindi «dobbiamo vivere questo scambio con responsabilità, pensando al futuro delle generazioni future, alle quali vogliamo tramandare il patrimonio di una civiltà dell’amore, dove le migrazioni hanno una parola importante da dire». Perché «possono diventare un’occasione di incontro e di arricchimento reciproco tra popoli». In cammino «Tutti in qualche modo siamo migranti, tutti siamo pellegrini in cammino verso la patria celeste - sostiene Robert Francis Prevost -. Aiutiamoci a fare di questo viaggio un evento più umano per tutti, offrendo ciò che è alla portata di ciascuno. In questo senso, ringrazio per la collaborazione da parte del governo, delle diverse istituzioni e di tanti uomini e donne di buona volontà, che rendono possibile questo concreto aiuto umanitario, che restituisce speranza e dignità a tante persone». Leone XIV, sulle orme del predecessore Francesco, «usa l’immagine delle radici per indicare la necessità di non dimenticare le origini, di rimanere uniti e di confidare nel Signore». Perché «chi confida nel Signore è come un albero piantato lungo un corso d’acqua, verso la corrente stende le radici; non teme quando viene il caldo, le sue foglie rimangono verdi».