Ultimi giorni per Prevost in Spagna. Dopo Madrid e Barcellona, il Pontefice è oggi a Las Palmas de Gren Canaria e domani a Santa Cruz de Tenerife. Centrale il tema dell’accoglienza dei migranti ai confini atlantici dell’Europa: le Canarie sono uno dei territori continuamente in prima linea nella gestione dei flussi di chi arriva dall’Africa
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Dopo Madrid e Barcellona, Papa Leone XIV è arrivato oggi, 11 giugno, alle Isole Canarie, ultima tappa del suo viaggio apostolico in Spagna. Si tratta della prima visita di un Pontefice nell'arcipelago. Alla base aerea di Gando è stato accolto dal premier Pedro Sanchez e dalle autorità civili, ecclesiastiche e militari. Due le città al centro della visita: prima Las Palmas de Gran Canaria, poi Santa Cruz de Tenerife, dove arriverà domani. Al centro della visita c’è il tema dell’accoglienza dei migranti ai confini atlantici dell’Europa: le Canarie sono state scelte proprio perché sono uno dei territori continuamente in prima linea nella gestione dei flussi dei migranti.
"La Chiesa non può ignorare queste acque"
Nel primo appuntamento della giornata, il Papa è arrivato al porto di Arguineguín, uno dei principali punti di ingresso in Europa per chi arriva via mare dall’Africa, per incontrare le realtà che si occupano di accoglienza dei migranti. Il porto è stato ribattezzato il muelle de la vergüenza - il molo della vergogna - da quando, nel 2020, in una sola settimana arrivarono più di 3mila migranti, lasciati in condizioni precarie. Dopo aver ascoltato le testimonianze dei migranti sopravvissuti, Papa Leone si è avvicinato al bordo del molo e, dopo una brevissima sosta in preghiera, ha gettato in mare una corona di fiori per commemorare le vittime dei naufragi, morte nella rotta atlantica dall'Africa all'Europa, in un gesto che ricorda quello dell'8 luglio 2013 di papa Francesco a Lampedusa. Poi Leone si è recato presso l'edicola della Vergine del Carmelo per la benedizione di una croce realizzata con il legno di un'imbarcazione di migranti. "Quest’isola, piccola per estensione, ma grande in umanità, ha visto arrivare migliaia di persone strappate dalla loro terra e affidate alla fragilità di un cayuco. Vi sono persone soccorse in mare e corpi senza vita recuperati dalle acque. Per questo il Successore di Pietro non può disinteressarsi di questi approdi, ha detto il Papa incontrando le realtà di accoglienza per i migranti. "La Chiesa - ha aggiunto Prevost - non può ignorare queste acque, né alcun luogo dove la fame, la sete, la violenza, la paura o l’esilio continuano a ferire la dignità umana. I discepoli di Gesù non possono considerare estraneo il clamore di chi grida dalla notte".










