LAS PALMAS DE GRAN CANARIA. «La Chiesa e l'Europa non possono ignorare queste acque». Appena atterrato alle Canarie, il Papa incontra i migranti, chiede di inchinarsi di fronte alla loro dignità e rimprovera le nazioni di origine, quelle di transito e l'Ue per ignorare il mare trasformato in cimitero senza lapidi. Avverte il Papa: «Esistono mostri che si aggirano in questi mari. Mafie che trafficano nella disperazione, trafficanti che riducono in schiavitù donne e bambini e l’indifferenza di molti che permette che i poveri siano inghiottiti dallo sfruttamento o dall’oblio».

Robert Francis Prevost si rivolge direttamente ai migranti: «Prima di dirvi qualsiasi altra parola, voglio inchinarmi davanti alla vostra dignità. Non siete numeri, né fascicoli! Siete persone con una famiglia e una casa che vi siete lasciata alle spalle, con sogni che nessuno ha il diritto di disprezzare». Ma, sottolinea il Pontefice, «voglio anche dirvi che la vostra vita deve essere protetta». Poi «non consegnate la vostra esistenza a chi la mercanteggia. Non credete a chi promette paradisi facili, in cambio del vostro corpo, del denaro, del silenzio o della vostra libertà». Prosegue il Papa: «Quelle false promesse sono "canti delle sirene”, sono industrie di morte. Il vostro dramma deve diventare un esame di coscienza».