«Mi inchino alla vostra dignità. La dignità umana non ha passaporto, né perde valore quando attraversa una frontiera». Lo ha detto Papa Leone XIV, rivolgendosi ad alcuni rifugiati nel corso di un incontro porto di Arguineguin, nell’isola spagnola di Gran Canaria, approdo dei migranti della rotta atlantica.
«La dignità umana esige vie legali e sicure, soccorso e assistenza, cooperazione reale contro i trafficanti, protezione effettiva delle vittime, processi seri di accoglienza e integrazione», ha aggiunto il pontefice, affermando: «Se esiste il diritto di cercare rifugio, esiste anche il diritto di non dover migrare: di rimanere nella propria casa senza fame, senza guerra, senza persecuzioni, senza che la corruzione rubi il pane ai poveri e le armi distruggano il futuro dei bambini».
Dopo aver ascoltato le testimonianze di alcuni migranti sopravvissuti, Papa Leone si è avvicinato al bordo del molo di Arguineguin, e dopo una brevissima sosta in preghiera, ha gettato in mare una corona di fiori per commemorare le vittime dei naufragi, morte nella rotta atlantica dall'Africa all'Europa, in un gesto che ricorda quello dell'8 luglio 2013 di papa Francesco a Lampedusa.










