Un lavoro che piaccia conta più del posto fisso
Roma, 11 giu. – Le giovani donne italiane ridefiniscono il significato del lavoro, spostando il baricentro dalla sola sicurezza economica alla realizzazione personale, all’autonomia e alla qualità della vita: è quanto emerge dall’indagine “Lavoro, Denaro & Libertà”, su un campione di 2.835 donne tra i 14 e i 30 anni dal prof. Furio Camillo (Webboh Lab) per il Fondo Filantropico Bruno Frizzera, in collaborazione con FEduF e il progetto Sei di Più- educazione finanziaria per la parità e l’inclusione.
Il dato più netto riguarda le priorità professionali: il 52,7% delle giovani donne che hanno risposto all’indagine indica come aspetto più importante un lavoro che piaccia e consenta di esprimere se stesse, a fronte del solo 6,5% che mette al primo posto la stabilità e la sicurezza. Ne emerge un cambio di paradigma che interessa da vicino trasversalmente il mondo dell’informazione, delle imprese e della formazione: per una parte ampia delle nuove generazioni femminili, il lavoro non è solo reddito, ma sempre di più anche identità, coerenza e possibilità di scegliere.
A questa tensione aspirazionale si accompagna però una forte area di incertezza. Solo il 32,1% pensa che riuscirà sicuramente a trovare il lavoro desiderato; mentre il 29,6% ammette di non sapere se riuscirà a raggiungere questo obiettivo e il 17,6% non ha ancora un’idea chiara del proprio percorso professionale.








