In un mondo del lavoro che cambia e che risente di una serie di mutamenti, soprattutto di tipo tecnologico, assistiamo sempre più a una trasformazione delle aspirazioni e delle priorità dei lavoratori. A fotografare la situazione ci ha pensato l’ultimo studio di Cegos Italia (parte del Gruppo Cegos, tra i leader nel settore sviluppo e formazione) che nel titolo “Work-life balance e benessere organizzativo” riprende due dei concetti che più hanno preso a farsi strada negli ultimi anni.

L’analisi è ricca di dati che aiutano a comprendere meglio lo stato attuale delle cose. Ad esempio, parlando di orari di lavoro “estesi”, il 53% dei professionisti afferma di lavorare saltuariamente oltre l’orario stabilito, con il 29% che invece lo fa con frequenza. Un’abitudine direttamente proporzionale al grado di responsabilità, dato che le percentuali aumentano nel caso di team leader e dirigenti. Poi, a proposito di equilibrio tra lavoro e vita privata, è solo il 41% per cento a dichiararsi soddisfatto, mentre il 27% si colloca in una zona intermedia. Ed è qui che arriva la prima conclusione dello studio: non è solo la dimensione economica a incidere sulla scelta di permanenza su un luogo di lavoro, ma anche il benessere organizzativo.