Roma, 6 giugno 2026 – I dati pubblicati dall’Istat il 25 maggio 2026, relativi alle rilevazioni sull’anno 2024, aprono una complessa riflessione macroeconomica sulla gestione del tempo e sul benessere sociale in Italia.
Se da un lato l'indice di soddisfazione dei cittadini per la quantità (62,5% degli intervistati, con un incremento di 2,1 punti percentuali rispetto al 2015) e la qualità del tempo libero (71,4%, in crescita di 3,0 punti percentuali) mostra segnali di progresso, l'analisi micro-analitica evidenzia squilibri strutturali che impattano direttamente sulla produttività del lavoro, sull'equità di genere e sui modelli di consumo.
Il dato segnala inoltre un’importante convergenza territoriale: è nel Mezzogiorno che la soddisfazione complessiva registra il balzo in avanti più marcato, salendo al 54,2% (un incremento di 7,1 punti percentuali) e riducendo il gap storico rispetto alle regioni del Centro e del Nord.
È calato il tempo libero
Sotto il profilo quantitativo, la scomposizione della giornata media degli italiani rivela una redistribuzione asimmetrica delle ore disponibili. Nei giorni feriali, la popolazione dai sei anni in su dispone in media di 3 ore e 23 minuti di tempo libero (+14 minuti rispetto al 2015), pari al 29,7% del budget temporale quotidiano. Al contrario, nei giorni festivi si assiste a una contrazione assoluta del tempo per se stessi, che scende a 4 ore e 49 minuti rispetto alle 5 ore e 5 minuti del decennio precedente.







