Sul palco montato a Plaza Liberación, nel centro storico di Guadalajara, delle ballerine replicano la coreografia di Shakira, per le ultime prove prima del debutto. Poco distante da loro, un gruppo di persone, principalmente donne, è impegnato a incollare sui muri dei manifesti. Sono centinaia di fogli e ognuno è diverso dall’altro: riporta la foto di differenti volti, differenti nomi, e differenti date, quelle del giorno in cui i familiari della persona raffigurata hanno perso ogni traccia del proprio caro. In alto, una scritta: Desaparecido. Sono gli stessi manifesti che avevano già affisso una settimana fa, e che dovranno riappendere tra qualche giorno, dopo che le autorità li avranno nuovamente strappati. La città - capitale di uno degli stati più violenti del Messico, Jalisco – nei prossimi giorni ospiterà centinaia di migliaia di tifosi, giunti per assistere alle partite del Mondiale di calcio, e “il governo non vuole che i turisti o chi va a fare shopping vedano la realtà”, dice all’emittente statunitense Npr uno dei manifestanti.

Il Messico, insieme a Stati Uniti e Canda, è tra i paesi ospitanti dei campionati del mondo di calcio e da quando la sua candidatura è stata ufficializzata si sono rincorse polemiche sulla sicurezza per delegazioni, turisti e media, soprattutto in alcune aree dove il potere dei cartelli del narcotraffico è molto forte. Nelle vicinanze dello stadio di Akron, dove si giocheranno quattro match dei Mondiali 2026, secondo il collettivo Guerreros Buscadores de Jalisco sono state individuate una ventina di fosse comuni clandestine: sepolti, almeno 500 sacchi di plastica contenenti resti umani, qualcuno probabilmente appartenuto a uno dei volti apparso sui manifesti dei desaparecido affissi per la città. I Guerreros Buscadores de Jalisco sono un collettivo messicano composto principalmente da madri, padri e familiari di persone scomparse nello Stato di Jalisco. E quando non sono impegnati ad affiggere manifesti con i volti dei propri cari per la città, la passano al setaccio alla ricerca di fosse comuni. Al 25 maggio 2026, il Registro Nazionale aveva registrato 134.460 persone scomparse in Messico. Uomini, donne e bambini, molti dei quali reclutati con la forza nei cartelli della droga o uccisi per aver opposto resistenza, mai più ritrovati.