Più plata, meno plomo. Anche i narcos cambiano pelle in vista dei Mondiali di calcio 2026: vogliono far circolare più soldi versando meno sangue. L’ordine ai loro uomini: “Non fate casino. Occupatevi di seguire le attività”. E il riciclaggio diventa la priorità in agenda. Stando alle proiezioni della Fifa, i mondiali porteranno al Messico un indotto che andrà da 2,5 a 3 miliardi di dollari. Ogni match avrà ricadute economiche di oltre 311 milioni di dollari. Di qui una serie di investimenti anomali a Città del Messico: nei pressi dello stadio Azteca, lo storico impianto dove si gioca la partita inaugurale Messico-Sudafrica, e nel viale Tlalpan. È impennata di compravendite di ristoranti, stazioni di benzina, piccoli negozi e altre attività.

“Negli scorsi mesi hanno sborsato anche 5 milioni di pesos in contanti, che sarebbero quasi 300mila dollari, e in molti hanno ceduto”, racconta un residente, Juan Manuel Osorio, a ilfattoquotidiano.it. Cifre e modalità sono confermate anche dai dossier dell’Uif, Unidad de inteligencia financiera. L’ente rileva una “riconfigurazione finanziaria” della criminalità organizzata, volta a “capitalizzare l’afflusso di turisti” nel Paese. L’Uif segnala anche l’aumento di contratti d’affitto con canoni al di sopra della media.