di Gimmo Cuomo
In vista della sua Festa a Vico (dal 14 al 17 giugno) lo chef campano annuncia le novità e fa il punto della situazione. «Via le postazioni per strada. Il cibo va servito con garbo». La cena di gala con Bartolini, Cracco e altre star si sposterà a Sorrento
La ventitreesima edizione di Festa a Vico, la rassegna enogastronomica ideata a animata da Gennaro Esposito, chef e patron de «La Torre del Saracino» (due stelle Michelin) offre l’occasione per riflessioni di stringente attualità.
Molte novità alla Festa quest’anno. La prima: sono state eliminate le postazioni in piazza al centro di Vico e il percorso con tutti gli chef alla Marina di Aequa. Perché? «Semplice. Oggi ognuno deve assumere la propria responsabilità. E noi abbiamo quella di porgere il cibo alle persone nel modo migliore, con garbo. In piazza si cucina in postazioni meno comode e c’è poca possibilità di comunicare. Poi c’è un problema di sicurezza. Nelle ultime 3, 4 edizioni la quantità di persone in giro era diventata ingestibile. Con estrema responsabilità ed estremo rammarico dunque abbiamo fatto una scelta coerente. Mentre lo street food aveva una connotazione estremamente popolare e democratica, invece il Cammino di Seiano era un momento più alto nel quale il singolo chef doveva responsabilmente servire il cibo ai portatori del braccialetto che dava diritto all’assaggio. Purtroppo per molti colleghi la kermesse era diventata solo una passerella: la distribuzione del cibo in modo oculato era diventata un impegno secondario. Così si ostacolava di fatto la raccolta dei contributi che aiutavano le onlus a perseguire i loro fini istituzionali».







