Firenze, 11 giugno 2026 - Nel 1960 il suo era l’unico nome femminile in un elenco di ventinove consiglieri comunali di Lastra a Signa. Oggi, Laura Bagni, 98 anni all’anagrafe, ma la lucidità di una ragazzina, ricorda con orgoglio quell’impegno politico che l’ha vista protagonista per circa dieci anni, nei banchi dell’opposizione, nelle fila della Democrazia Cristiana. È stata la terza donna eletta, a Lastra a Signa, dalla nascita della Repubblica, ma è l’unica delle tre ancora in vita e nei giorni scorsi ha ricevuto anche un riconoscimento ufficiale dal Comune. La sua è una delle storie raccontate dalla mostra “I diritti conquistati” ospitata in Comune, promossa in collaborazione con l’Anpi locale e curata da Cristina Lentini e Mauro Marzi, in occasione degli 80 anni dalla nascita della Repubblica e dal primo voto delle donne.
Laura come è iniziato il suo impegno?
«Venivo da una famiglia antifascista, di matrice cattolica. I miei avevano un bar a Porto di Mezzo. Uscio e bottega, come usava allora. Mio padre, rimasto vedovo presto, con un figlio e una figlia, si era risposato con mia mamma. Poi ero nata io. Eravamo insomma in cinque, ma stavamo bene, non ci mancava nulla. Solo che mio babbo si rifiutò di prendere la tessera del partito fascista e iniziarono i problemi. Quando ci negarono persino i rifornimenti di caffè e zucchero, il bar dovette chiudere e mio padre andò lavorare all’ex fabbrica di dinamite Nobel. Ma anche lì ebbe vita difficile. Ne abbiamo passate tante. Il mio impegno è nato così».






