HomeUmbriaCronacaGli 80 anni della Repubblica. Lorenzetti: "Noi donne abbiamo una marcia in più"Nei giorni in cui si celebra il primo voto del "gentil sesso", l’ex governatrice riflette: "Siamo capaci di ascolto e soluzione dei problemi con tenacia e schiena dritta".L’ex governatrice Maria Rita LorenzettiRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciNei giorni in cui l’Italia celebra gli ottanta anni del primo voto delle donne, Maria Rita Lorenzetti (conosciuta in Umbria come la "Zarina"), prima donna ad essere eletta direttamente presidente di Regione, rivendica "le marce in più" della politica al femminile: "capacità di ascolto, di approfondimento, di soluzione dei problemi ed anche tenacia e schiena dritta". "Ho sempre pensato che l’impegno politico e l’azione di Governo dovesse essere un prendersi cura delle persone e dei territori, ma non nel senso di ‘una pacca sulla spalla, in un’idea mediocre della politica, bensì con quella che Gramsci nei Quaderni dal Carcere chiamava ‘la connessione sentimentale con il popolo’ e cioè la Politica con la P maiuscola fatta di progettualità e di passione generosa" ha detto parlando con l’Ansa.

"Nei miei lunghi anni dentro le Istituzioni - ha spiegato Lorenzetti - ho sperimentato che cosa significa costruire un rapporto di fiducia con i cittadini. E voglio pensare che questo risultato sia stato anche il frutto dell’essere una donna, con alle spalle una famiglia non importante sulla scala sociale, ma straordinaria per i valori praticati e trasmessi, improntati alla generosità e alla ricchezza dei rapporti con le persone". Lorenzetti è stata protagonista a lungo della vita politica umbra e italiana. Sindaca di Foligno a 29 anni, deputata per quattro legislature, prima presidente donna della Commissione Ambiente e Lavori pubblici della Camera e quindi alla guida della Regione Umbria. "Fui la prima - dice - dopo che venne introdotta l’elezione diretta del presidente e nelle elezioni per la sua seconda legislatura (2005-2010) fu la presidente più votata d’Italia. Era un periodo difficile delle Istituzioni e della Politica, che provò a rispondere alla crisi di fiducia del dopo-tangentopoli, cercando di avvicinare ai cittadini le figure apicali dei Comuni (sindaci) e delle Regioni (presidenti), prevedendone l’elezione diretta da parte loro e con ciò facendogli scegliere la coalizione da cui farsi governare".