«Compà faremo... noi avremo il partito tutto donne». Il fotografo Livio Facciponte parlava così con l’ex forzista Riccardo Gallo Afflitto. Ma, al di là delle parole usate, il significato di quelle parole era tutt’altro che politico. Non si parla infatti di quote rose ma di un «reclutamento» del gentil sesso per «servizi di accompagnamento» per il politico agrigentino, che oggi dovrà difendersi dalle accuse di corruzione davanti al gip di Caltanissetta, Santi Bologna insieme agli altri indagati tra cui l’ex dg dell’Asp di Agrigento Giuseppe Capodieci. L’inchiesta è quella sul malaffare fra le mura del Cefpas, l’ente di formazione sanitaria che era diventato la base clientelare dell’ex direttore Roberto Sanfilippo. Il deputato regionale e il manager rischiano il carcere.
Il capitolo del casting femminile si apre quando negli uffici del Cefpas si presenta assieme a Gallo una promettente trentenne, con un curriculum un po’ debole. La donna ascolta impassibile il deputato regionale pressare Sanfilippo per farle ottenere una consulenza da 10mila euro. L’incarico alla fine la giovane non lo avrà. La collaborazione era condizionata a una prestazione sessuale. «Ma tu cia diri è inutile ca ta tiri ti l’ha purtari a letto», è la chiara indicazione che l’ex berlusconiano dà al fotografo-segretario di Canicattì. In altre conversazioni si parla di un viaggio romano di due giorni sempre con l’obbligo di «coricarsi» col deputato. Quando la donna comprende dove Gallo vuole andare a parare però lo informa, attraverso l’intermediario Facciponte, di essere fidanzata con «un uomo delle forze dell’ordine». Verità o (intelligente) finzione non è dato sapere. Fatto sta che il politico agrigentino scappa a gambe levate, anche se quando il fotografo di Cannicattì - che in un video social ha rimandato al mittente il costrutto della procura di Caltanissetta ritenendolo una vergognosa bugia - lo avvisa che forse la donna si è lasciata fa un nuovo tentativo.








