La legge sulla parità di genere rischia di essere vanificata. I casi scoppiati in Forza Italia a Lecce e in Per la Puglia nella Bat evidenziano qualcosa che si temeva e che ora diventa realtà: in alcuni casi le donne candidate, con l’escamotage dei ticket, rischiano di essere soltanto portatrici di voti. «C’è una spinta a tenerle fuori dai luoghi delle decisioni. Dobbiamo fare ancora molta strada perché lo spirito di conservazione degli uomini vince sulla capacità di innovazione del sistema» afferma Loredana Capone, presidente del Consiglio regionale.

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Come fare per evitare che una legge favorevole per le donne si trasformi in un boomerang per le stesse candidate?

«Occorre fare una distinzione che riguarda il Pd. Noi abbiamo fatto una lista 50 per cento donne e 50 per cento uomini. Se alle battaglie non si risponde con la concretezza non servono a niente e diventa propaganda. Quello che vediamo in giro, per un certo verso, è l’ipocrisia della presenza delle donne e questa ipocrisia si traduce in una lista che vede otto donne e due uomini. È evidente che in questo caso si vuole frammentare il voto femminile considerandolo servente rispetto all’elezione degli uomini. Questo è intollerabile. Le donne devono essere protagoniste all’interno delle liste».