"Non siamo disposti ad accettare soluzioni basate su meri criteri speculativi o finanziari: la priorità assoluta rimane la tutela di ogni singolo posto di lavoro, delle competenze del territorio, del patrimonio rappresentato da un’azienda che è simbolo della storia di questo distretto".
Sono ferme e risolute le parole dei 500 lavoratori e lavoratrici di Gambro-Vantive che ieri dopo il tavolo ministeriale romano (nella foto) sono stati aggiornati dalle rappresentanze sindacali di Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil e dalla loro Rsu su quanto emerso nell’incontro del 9 giugno, convocato dopo che - a sorpresa - era saltato per responsabilità della proprietà un precedente incontro già fissato per metà maggio. Al di là dei passi avanti sottolineati negli interventi della Regione e delle istituzioni locali, tra le numerose maestranze, prevalgono sentimenti di forte preoccupazione, in quanto non si intravedono ancora svolte in questa vertenza nella quale tutti – a parole – puntano a un rilancio e reindustrializzazione del sito produttivo. "In assenza di notizie concrete da parte dell’azienda sul processo di vendita in corso, resta intatta la preoccupazione legata a questa prolungata fase di incertezza - affermano i rappresentanti di Filctem, Femca e Uiltec -. Gli strumenti annunciati in sede ministeriale per accompagnare la vertenza, a partire dalla Golden Power, sono elementi utili alla tutela di uno stabilimento e di una produzione considerati strategici, ma il fattore tempo non gioca a favore di una soluzione positiva: mentre Vantive rimanda la condivisione delle informazioni, prosegue l’utilizzo dell’ammortizzatore sociale e si rischia di disperdere competenze e quote di mercato". Mutuando dalla meteorologia si potrebbe dire che il cielo sopra a Gambro-Vantive continua ad essere coperto di nubi. "I due mesi e mezzo trascorsi dall’ultimo incontro – fanno notare i sindacati - non sono evidentemente stati un tempo sufficiente per comunicare con chiarezza il perimetro esatto della vendita, la tempistica con cui si concluderà e il numero di soggetti coinvolti nella fase di due diligence. Prendiamo atto che l’advisor, nominato da Vantive e diretta espressione dell’azienda, è al lavoro per questa fase di due diligence che però dal nostro punto di vista non può concludersi senza una discussione seria e approfondita con le organizzazioni sindacali, con l’Rsu e con le istituzioni".







