“Credo nel lamento di un uomo in agonia”, la poetessa Roberta Dapunt con la sua poesia “Credo” ci prende per mano accompagnandoci su una soglia estrema e sacra: l’agonia di un uomo morente.

E lo fa da poetessa, a corpo nudo, a piedi nudi, come davanti al roveto ardente della divina presenza.

Troppo spesso l’ultimo respiro del corpo è assediato da una scienza che rischia di non volersi mai arrendere alla morte come liberazione se imparassimo, invece, ad arrivarci a cuore nudo, a mani vuote, l’agonia si trasfigurerebbe da battaglia in momento di fede, di pura fede, la poetessa infatti crede.

Usa questo termine esatto.

Crede nell’uomo in agonia.