Lo so che la poesia non ha mai fine. Finché resiste il mondo, finché rimane l’umanità, il senso di umanità nell’uomo, la poesia non si perde. È connaturata con la vita, con lo sguardo e il sentire umano. È una pratica di esistenza. Come respirare, bere, dormire, mangiare. Eppure. Eppure noi stiamo arrivando alla fine della nostra Bottega. Per quest’anno. La prossima settimana escono gli ultimi componimenti che sono riuscito a selezionare. E lunedì 22 vengono pubblicate le poesie considerate più meritevoli, quelle che mi hanno colpito e convinto di più. Con i loro autori sarà fissato un incontro presso la sede dell’Aurora, la storica azienda di penne stilografiche, dove si potrà visitare quel piccolo gioiello di museo che è l’Officina della Scrittura. Questa la notizia, che a me mette un po’ di malinconia. C’è ancora tempo, comunque, la prossima settimana per parlare di poesia. Ora, spazio ai lettori.
Per Tiziana Maria Avico la poesia “non è unicamente ricerca di bellezza o armonia: è anche il luogo dove si contano le ferite, proprie e altrui. È lacerazione, dolore che cerca voce. È resistenza: restare accanto alla sofferenza senza voltarsi dall’altra parte”. Per Eugenio Lombardo, invece, “è la fondamentale libertà di scrutare l’invisibile, che genera una promessa d’armonica comunione”.










