Cercare la poesia, le poesie là dove crescono, fra cuore, stomaco e cervello delle persone, nello sguardo verso le cose. È una questione di sguardo, la poesia, e di postura; non tanto un sistema per andare a capo dopo otto o undici sillabe, quanto un modo di stare di fronte al tempo e alle cose, e di accogliere entrambi.
Con queste parole nell’aprile del 2019 abbiamo aperto la prima edizione della Bottega della Poesia su “Repubblica Torino”, ovvero un angolo di poesia sulle nostre pagine una volta alla settimana. Sette anni dopo siamo ancora qui. Si riparte con l’ottava edizione.
Scrivere versi serve ad aprire finestre, invita a condividere idee e sentimenti. La poesia è, sì, un modo di sentire, ma soprattutto è un modo di fare, un concreto costruire architettando forme che trasmettano senso. È un modo di condividere.
Per un confronto potete inviare i vostri versi e e una vostra piccola definizione di poesia. Una selezione verrà pubblicata e commentata ogni lunedì a partire dal 9 febbraio sia sul giornale, sia sul sito internet.
L’idea rimane quella di trovarsi insieme, di creare una piazza, un luogo di incontro per idee, esperienze, ricordi, sentimenti. Il vero incontro prevede l’ascolto, cioè l’avere coscienza che esistono gli altri. Da questa consapevolezza discendono le due regole alla base della nostra Bottega. Perché tutti abbiano spazio, perché il confronto sia il più ampio possibile, si possono inviare soltanto tre poesie alla volta. Inoltre, avendo a disposizione mezza pagina di giornale, considero sia ragionevole chiedere poesie non più lunghe di una dozzina di versi. Al massimo, eccezionalmente, quindici.







