Ci sono decenni che tornano. La moda, l'arte, la musica si guardano le spalle per affrontare il futuro. In questa umanità fatta di fronte-retro ci sono i visionari, quelli che quando si guardano alle spalle vedono il futuro. Pierpaolo Peroni è un visionario che e oggi, dal suo eremo pavese, lontanuccio da Milano ma non dal futuro, indaga attraverso i social e le suggestioni, su chi lascerà un segno. Dopo parecchi anni di assenza reciproca ci siamo ritrovati a casa sua, vicino a Pavia, un po' per nostalgia e un po' per la mia curiosità di ritrovare un uomo che è sempre stato un passo avanti. Pierpaolo Peroni ha scritto parecchie pagine di storia della musica collaborando con Claudio Cecchetto e Fiorello fino agli 883 di Max Pezzali e Mauro Repetto. Oggi vive, con la sua famiglia, vicino a Pavia. La Milano che lo ha nutrito e che lui ha nutrito col suo essere visionario, è vicina ma non fagocitante, d'altra parte non è più la Milano da bere che ha frequentato. Oggi si diverte a produrre giovani artisti e cito per tutti Miglio, Paolo al Neon e Amore Audio. Dove la discografia latita o si affida agli algoritmi c'è lui.

Pierpaolo come è cambiato il tuo approccio alla musica dopo la fuga da Milano?