Si è fatta la storia con la Partita del secolo, si imbrigliano le leggi della natura per far crescere un’erba da Mondiale, abilità e fantasia degli ingegneri si intersecano col paesaggio. Una giro del Nuovo mondo – e del mito – in sedici stadi. Mentre la palla ovale e il ’soccer’, il nostro calcio, si scambiano di ruoli, qualche impianto sembra sfidare la fisica, alcuni paiono in procinto di decollare, altri si ispirano alle meraviglie del passato.

Come il ’foro’ centrale dell’Atlanta Stadium, una sorta di rivisitazione del Pantheon romano secondo l’architetto che l’ha costruito. Ospiterà cinque partite della fase a gironi, una dei sedicesimi di finale, una degli ottavi di finale e una semifinale. Novanta metri d’altezza, completato da un tetto retrattile e da un display a 360 gradi è considerato uno degli stadi più sostenibili del Mondiale.

Rifatto di fresco invece il Boston Stadium, inaugurato nel 2002 e al centro di un progetto di restauro proprio per il Mondiale, farà da sfondo a cinque partite dei gironi, una dei sedicesimi e una dei quarti. Altro impianto al centro di un progetto di ’makeover’ per dirla all’americana è il Dallas Stadium, che ha recentemente implementato nuove lampade a led per favorire la crescita dell’erba naturale richiesta dalla FIFA. La casa dei Dallas Cowboys è la sede di cinque partite dei gironi, due dei sedicesimi, una degli ottavi e una semifinale.