Nella nuova ondata del risko bancario italiano Barclays punta su Intesa Sanpaolo e Bper: per entrambe l"opas su Mps crea valore, con un rischio d"esecuzione limitato per gli azionisti.
Invece, «la proposta di fusione tra pari di Banco Bpm è più al limite se eseguiamo la nostra analisi con il Banco come acquirente, mentre porta a un crescita dell"eps con il Monte come acquirente; in entrambi i casi, riteniamo che sarebbe un merger solido, ma con l"offerta in corso di Intesa potrebbe essere più complesso da realizzare», spiega Barclays, dimostrando anche che l"istituto guidato da Carlo Messina è in grado di mantenere il dividendo «almeno invariato» rispetto allo scenario stand-alone» a 0,43 euro per azione nel 2026 (da 0,38 euro nel 2025) o leggermente più alto nei primi tre anni (2027, 2028 e 2029) a 0,49 euro (0,47 euro su base stand-alone), a 0,5 euro (0,49 euro su base stand-alone) e a 0,58 euro (0,54 euro su base stand-alone), nonostante i costi di integrazione e il riconoscimento parziale delle sinergie, grazie alla distribuzione di cassa extra (2,7 miliardi).
E Bper?
Unipol pianifica d"acquisire il brand Mps e il corporate centre con 635 filiali, poi proporrà a Bper di acquistare questa attività.













