Milano – “Dobbiamo fare la differenza. Da Milano deve partire una rivoluzione: un’idea nuova sulla longevità e un patto tra generazioni”. A dirlo è Giovanna Iannantuoni, rettrice dell’Università di Milano-Bicocca dal 2019 a otto mesi fa, prima presidente donna della Crui e ora presidente di Fondazione Bicocca e di Musa: “La sfida da rettrice è stata fare di Bicocca un motore di innovazione e di cambiamento: è nelle mie corde ed è quello che sto cercando di fare anche con la Fondazione Bicocca”.
Come sta cambiando l’università?
“Abbiamo avuto prima la pandemia, poi cambiamenti geopolitici internazionali significativi: operare cambiamenti in contesti difficili è ancora più sfidante. Noi siamo una comunità, non solo accademica, a servizio della città, a servizio del Paese e l’ambizione della ricerca lo dimostra. A questa passione uniamo la grande generosità di vederla a servizio delle altre persone e di noi stessi, monitorando la qualità dell’aria, comprendendo i meccanismi delle disuguaglianze di genere o l’accesso all’istruzione, dando opportunità”.
L’ambizione?
“Non c’è niente che possa dare più soddisfazioni di fare la differenza per i giovani: è quello che mi ha sempre appassionato del mio lavoro. Da leader e da professoressa. Avere ruoli di leadership mi piace, non lo nascondo, e dà tante responsabilità. Nel mio mandato siamo cresciuti moltissimo, abbiamo cambiato “taglia“: siamo un ateneo al centro di Milano, al centro dell’Italia, uno dei più importanti e più grandi atenei del Paese e l’abbiamo fatto tutti insieme. L’idea della fondazione è in continuità e molto coerente con le mie idee da rettrice: è uno strumento per creare grandi reti internazionali e nazionali su temi fondamentali che, dal rapporto Draghi in poi, sono i temi dell’Europa, che dettano l’agenda politica europea e italiana, ma anche la competitività del nostro Paese. Il peso politico, sia italiano che europeo, oggettivamente, negli ultimi anni sta scemando perché il nostro peso economico diminuisce”. Giovanna Iannantuoni










