Di lei si parla come prossima candidata a incarichi istituzionali in Italia e in Europa. Ma per ora la rettrice Giovanna Iannantuoni — che in autunno lascerà la Bicocca e la presidenza dalla Crui, la Conferenza dei rettori delle università italiane — è ancora concentrata a tradurre in realtà la sua visione del mondo accademico: «Un luogo aperto e inclusivo, connesso alla società e alle imprese, capace di portare crescita economica». La professoressa Iannatuoni, del resto, è un’economista giochista, laureata in Bocconi con una tesi sul comportamento strategico degli individui in situazioni di interazione, conflitto o cooperazione e studi post universitari tutti all’estero.

Oggi guida un sistema in cui ogni mossa conta, l’università italiana, che accoglie quasi due milioni di studenti e attraversa in questi anni una trasformazione profonda. Rettrice uscente della Bicocca di Milano, dove ha raccolto il testimone dalla sua collega, amica e mentore Cristina Messa (in seguito ministra nel governo Draghi), ha rilanciato su internazionalizzazione, sostenibilità, alleanze con l’industria e le istituzioni. Prima rettrice alla guida della Crui, in passato sempre presieduta da figure maschili, a lei si deve l’istituzione della Giornata nazionale dell’Università, le iniziative con le comunità dei cittadini e nel Terzo settore, l’inedita partnership avviata con Confindustria.